Studio della ricarica attiva

La metodologia consentirà di avere valori quantitativi e qualitativi delle risorse e i bilanci idrici utili per definire in futuro il dimensionamento degli impianti di captazione e ricarica a scala di bacino e quindi permetterà agli enti preposti alla pianificazione territoriale (Regione FVG, ARPA, Consorzi di Bonifica, Zone Industriali, Comuni, ecc) di inserire nel piano d’ambito di gestione delle acque anche gli elementi di regolamentazione dello stoccaggio artificiale delle acque nel sottosuo e quindi rispondere alle probabili future pressioni di richiesta idrica, oltre che a compensare le perdite in atto documentate dalle reti di monitoraggio (abbassamento del livello piezometrico, dati Autorità di Bacini FVG, Progetto CAMI-Life). Nell’ambito del progetto sono previsti prelievi prevalenti nei periodi di morbida, mentre sarà escluso l’utilizzo di acque dei periodi di massima piena per le evidenti difficoltà di rimozione dei solidi sospesi (Asano, 1985) e un monitoraggio molto accurato per l’utilizzo di acque reflue depurate per la ricarica artificiale.